martedì 1 maggio 2012

Corso di archeosub in Croazia per i futuri professionisti dell'Europa sud-orientale

Continua l'opera dell'UNESCO, in accordo con i principi della Convenzione del 2001, nel campo della formazione dei futuri professionisti dell'archeologia subacquea: a Zara, sede dell'importante e sempre più all'avanguardia centro di Archeologia Subacquea ICUA (International Centre on Underwater Archaeology Zadar), si terrà a giugno un corso di base destinato a studenti e giovani ricercatori, anche con minima esperienza subacquea, e con preferenza per chi è al di sotto di 35 anni, provenienti da Bosnia, Albania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Montenegro, Moldavia, Romania, Serbia, Slovenia, Macedonia e Turchia; le lezioni teoriche, in inglese, saranno tenute dai professionisti dell'ICUA, e le esercitazioni pratiche avranno luogo direttamente su alcuni dei siti archeologici sommersi della zona.
In questo modo l'UNESCO promuove la diffusione e lo scambio delle competenze anche fra Paesi  rimasti finora ai margini dell'archeologia subacquea, e mira alla creazione di una nuova generazione di archeologi in grado di gestire il patrimonio sommerso nelle rispettive terre d'origine secondo principi condivisi a livello internazionale.
Esperienze simili hanno già avuto luogo in America Latina e in altre aree del mondo, e stanno creando le basi della futura tutela del nostro passato sommerso, finalmente -si spera- al riparo da saccheggi, razzie, legislazioni incerte e interpretazioni fantasiose del concetto di patrimonio.

lunedì 16 aprile 2012

6th International Underwater Research Symposium - Antalya/Kemer 17-20 maggio 2012



Il Golfo di Antalya si conferma un punto di grande interesse nel panorama attuale della ricerca archeologica subacquea in Turchia: oltre ad essere oggetto di importanti indagini sottomarine, infatti, l'area ospita per la sesta volta l'International Underwater Research Symposium, interessante momento di confronto tra ricercatori, archeologi, biologi, medici iperbarici e studiosi del mare  sui temi della valorizzazione del patrimonio sommerso e dello sviluppo che da esso può scaturire. L'iniziativa è organizzata dalla GAMA - General Association of Mediterranean Archaeology (coinvolta anche nei maxiconvegni SOMA, l'ultimo dei quali, a Firenze, ha visto la partecipazione di oltre 250 specialisti) col supporto della Eastern Mediterranean University, della DAN e di numerosi enti locali.
Quest'anno la sede ufficiale dell'evento sarà Kemer, cittadina turistica affacciata su un mare cristallino e ricco di storia; alle giornate ufficiali dei lavori, previste per il 17 e 18 maggio, si affiancheranno mostre, presentazioni di filmati e documentari e momenti di immersione per tutti coloro che avranno voglia di vedere in prima persona le meraviglie del mare di Turchia.

Di seguito, riportiamo il comunicato ufficiale e il Call for Papers per chi avesse voglia di presentare le proprie ricerche.

'' 6th INTERNATIONAL SYMPOSIUM ON UNDERWATER RESEARCH ''

(MAY 17-20, 2012)ANTALYA - TURKEY

The Symposium is scheduled to be held on May 17-20, 2012 at Kemer of
Antalya-Turkey. It aims to foster interaction among all concerned
academicians, practitioners, and researchers from different
disciplines working on underwater science and research. Furthermore,
it is anticipated to provide a platform for exchange of scientific and
technical information and experiences among participants.

Supported by
GENERAL ASSOCIATION OF MEDITERRANEAN UNIVERSITY (GAMA)
SOUTH ANTALYA TOURISM DEVELOPMENT ASSOCIATION (GATAB)
EASTERN MEDITERRANEAN UNIVERSITY (EMU)
DIVERS ALERT NETWORK (DAN-EUROPE)
KEMER PROMOTION FOUNDATION (KETAV)

Sessions
The main thematic areas and major topics of the symposium are as
follows (but not limited to):
* Archeology and history
* Medicine and first aid (Diving safety, first aid, diving physiology, etc.)
* Living resources (Underwater visual census, behavior of organisms, etc.)
* Ecology and environment (Coral reefs, artificial reefs, marine
pollution, etc.)
* Technology (Developments in diving technology, equipments, undersea
vehicles, etc.)
* Engineering (Platform & marine systems design, construction,
installation, etc.)
* Communication and media studies (Education and careers in underwater
technology, underwater documentaries, etc.)
* Photography (Photography and visualization at underwater research,
image interpreting, etc.)
* Tourism (Commercial diving, underwater games, recreation,
ecotourism, tourist submersibles, marine aquariums, museums, etc.)
* Geology and earth sciences (Coastal zone management, underwater
marine mapping, navigation, etc.)

Scientific Committee
*Prof. Dr. Ahmet Tirpan
*Prof. Dr. Ahmet Denker
*Prof.Dr. Bayram Ozturk
*Prof.Dr. Asuman Baldiran
*Prof.Dr.Majid Hashemipour
*Assoc.Prof.Dr. Murat Egi
*Assoc.Prof.Dr. Ali Cemal Gucu
*Assoc.Prof.Dr. Mehmet Gokoglu
*Ast.Prof.Dr. Ertekin Doksanalti
*Dr. Burak Ali Cicek
*Dr. Sergei Fazlulin
*Dr. Ehud Galili
*Dr. Michele Stefanile
*Dr. Hakan Oniz
*Dr. Nevter Zafer

Organizing Committee
*Dr. Burak Ali Cicek (Head of the Org.Committee)
*Dr. Hakan Oniz (Head of the Org.Committee)
*Dr. Sergei Fazlulin
*Dr. Michele Stefanile

Paper Presentations: May 17, 2012 at 11th Kemer International Underwater Days
Activity Hotel - Kemer/Antalya/Turkey

Symposium language is English. Submission Payment is 60 Euros to the desk.

mercoledì 11 aprile 2012

L'America's Cup e la storia navale

A Napoli fino al 15 aprile va di scena l'America's Cup e, pur se a margine del grande evento sportivo-mediatico, nella città tirata a lucido per l'occasione fioriscono mostre ed esposizioni legate alla vela, alle tradizioni marinare e alla navigazione storica; coloro che si interessano di archeologia, storia e architettura navale avranno la possibilità di visitare collezioni spesso chiuse al pubblico o di esaminare raccolte di grande interesse, e c'è da augurarsi al tempo stesso che i bolidi del mare di Oracle e Luna Rossa riescano a far crescere anche nel grande pubblico l'interesse per il proprio passato marittimo.

Di seguito, proviamo a dar notizia dei vari eventi legati al mare messi in programma a Napoli:

*all'Archivio di Stato - sezione militare (via Egiziaca a Pizzofalcone, 44) si inaugurerà mercoledì 11 aprile alle 11:00 la mostra Percorsi del mare.

*all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", presso la sede di Palazzo Du Mesnil (via Partenope 10, direttamente davanti al campo di regata) si inaugurerà mercoledì 11 aprile alle 10:30 la mostra Mersa/Wadi Gawasis. Un porto faraonico sul Mar Rosso, dedicata al lungo e fortunato progetto di ricerca portato avanti dall'Ateneo napoletano in Egitto; durante le numerose campagne sono stati scoperti interessanti reperti relativi alla tecnologia navale antica.

*A Castel dell'Ovo, dal 6 aprile al 6 maggio, 80 fotografie scattate negli ultimi cinquant'anni da Folco Quilici comporranno la mostra fotografica I mari dell'uomo. Nell'affascinante galleria, scatti dedicati alla vita nel mare, all'archeologia subacquea, ai relitti, alle tradizioni marinare. 

*Alla Certosa di San Martino, dal 6 aprile al 5 giugno, nella Sezione Navale troveranno spazio le opere di Jacob Philipp Hackert dedicate ai porti del Regno delle Due Sicilie, per l'esposizione I Porti del Regno.

*A Palazzo Reale, dal 5 aprile al 4 giugno, disegni, incisioni e dipinti in parte mai mostrati al pubblico racconteranno il rapporto di Napoli col mare nella mostra Vele al vento. Testimonianze della vocazione marinara di Napoli.

*Ancora a Castel dell'Ovo, nella sala delle Carceri, le opere di artisti contemporanei dedicate al tema della vela formeranno la raccolta Vele d'arte. Sulle Terrazze, invece, sarà possibile visitare la mostra foto-documentaria Da scugnizzi a marinaretti. L'esperienza della nave-asilo Caracciolo - 1913-1928 (fino al 19 aprile)

*Al Maschio Angioino, 60 pannelli con incisioni relative al cinquantennio 1840-1890 racconteranno (fino al 13 aprile) l'interessante momento di passaggio nella storia navale dall'epoca dei velieri a quella del vapore nella mostra Il vento e il vapore.



*Tra gli stand della Villa Comunale, infine, alle spalle dei 'box' dei team in gara, non mancheranno richiami all'archeologia (con lo spazio dedicato alle Aree Marine Protette di Baia e Napoli e con una grande riproduzione dei relitti rinvenuti negli scavi di Piazza Municipio) e alla storia navale più recente (con pannelli dedicati ai cantieri navali di Meta e alla tradizione dei gozzi sorrentini).



venerdì 6 aprile 2012

II Convegno Nazionale di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale

A quattro anni dalla prima edizione, ritorna il Convegno Nazionale dell'ISTIAEN, il prestigioso Istituto Italiano di Archeologia ed Etnologia Navale (sito ufficiale), fondato a Venezia nel 1993: l'importante evento avrà luogo al Museo della Marineria di Cesenatico il 13 e il 14 aprile.
Durante le giornate di lavori, i numerosi scienziati riuniti discuteranno di temi di archeologia e storia navale, riprendendo antiche questioni e presentando nuove scoperte; una sessione speciale sarà dedicata al tema delle piroghe monossili.
Di seguito riportiamo il fittissimo programma del Convegno:


II Convegno Nazionale di Archeologia, Storia, Etnologia Navale
Il patrimonio marittimo e fluviale italiano
Cesenatico, Museo della Marineria, 13-14 aprile 2012
Programma provvisorio
Venerdì 13 aprile
ore 9.00-9.30: Saluti delle Autorità e interventi istituzionali
- Roberto Buda (Sindaco di Cesenatico), Saluto ai convegnisti
- Stefano Medas, Il secondo Convegno di Archeologia, Storia, Etnologia Navale
ore 9.30-11.30: Archeologia navale
- Ida Koncani Uhač, Marko Uhač, Lo scafo preistorico di Zambratija/Zambrattia in Istria, prima
campagna di esplorazione
- Massimo Capulli, Filipe Castro, Navi cucite di epoca romana: il caso del relitto Stella 1
- Marco Bonino, Ricostruzione della nave del relitto di Yassi Ada II (IV sec. d.C.)
- Mauro Bondioli, Massimo Capulli - Alessandro Pellegrini, Il relitto di Agropoli
- Carlo Beltrame, Claudio Fadda, L'attrezzatura velica del relitto del Mercurio (1812)
- Giulia Boetto, Paola Germoni, Alessandra Ghelli, Nuove scoperte di navi romane a Isola Sacra,
Fiumicino
- Antonia Sciancalepore, Egidio Severi, Il relitto dell’isola Martana (Lago di Bolsena)
- Maurizio Di Bartolo, Cristiano Alfonso, Rita Auriemma, Fernando Zongolo, Relitti di età
medievale e moderna lungo le coste del Salento
- Barbara Davidde, Giulia Galotta, Sandra Ricci, Emanuela Romagnoli, Indagini e
sperimentazioni per la conservazione in situ del relitto dell’Isola Martana, lago di Bolsena
- Sebastiano Tusa, Giovanni Gallo, Il relitto romano di Marausa (TP)
ore 11.45-13.00: Le imbarcazioni monossili in Italia
- Alessandro Asta, Stefano Medas, Le imbarcazioni monossili in Italia – Attualità e prospettive di
ricerca
- Angela Allini, Alessandro Asta, Stefano Medas, Monica Miari, La piroga monossile di
Monticelli d’Ongina (PC), fiume Po
- Alessandro Asta, Davide Melini, Le imbarcazioni monossili del Veneto – Proposta per un S.I.T.
- Andrea Gobbi, Il restauro della monossile di Passignano
- Maria Antonietta Fugazzola, Nina Mauro, La seconda imbarcazione monossile del sito neolitico
de “La Marmotta” (lago di Bracciano)
- Stefano Medas, La piroga monossile di Boretto (RE), fiume Po
[pausa pranzo]
ore 14.30-19.30: Storia navale e storia della navigazione
- Furio Ciciliot, Le navi di Genova, i primi secoli (XI-XII)
- Sergio Perini, Fonti per la storia della marineria chioggiotta nel tardo Medioevo
- Mauro Bondioli, Vettor Fausto e la marina architectura del Rinascimento veneziano
- Reinhold C. Mueller, Salariato della nave Girarda nominata San Nicolò per il viazo di
Sardegna (1594-95)
- Raffaello Vergani, Contributi zoldani all'industria navale veneziana
- Stefano Piasentini, Il naufragio doloso a Venezia alla fine del Cinquecento (1569-98)
- Gianfranco Munerotto, Trasformazione della gondola veneziana attraverso i secoli
- Gilberto Penzo, La ricostruzione in scala naturale della gondola del XVII secolo
- Biagio Passaro, Polacche, tartane e feluche. Navi e navigazione mercantile napoletana nel
Settecento.
- Simone Rauch, Notizie di naufragi a Venezia nel tardo medioevo
- Luciano Costa, Roberto Barresi, La cimba e il gozzo
- Gabriele Cavezzi, Le barche nelle fonti notarili di Fermo
- Carla Enrica Spantigati, Il gran teatro sull’acqua: usi e cerimoniali delle imbarcazioni da
parata a Torino e la peota dei Re di Sardegna
- Amalia Basso, La raccolta di imbarcazioni a Palazzo Reale di Venezia
- Nicole Hegener, La rostra romana: Trionfo di un motivo navale antico
- Mariangela Nicolardi, Misure di navi. Un nuovo documento di costruzione navale veneziana
(seconda metà XVI secolo)
[ore 21.00-23.00: assemblea annuale ISTIAEN (riservata ai soci)]
Sabato 14 aprile
ore 9.30-13.00
Per la salvezza del patrimonio marittimo italiano: musei, collezioni, esperienze di tutela e
valorizzazione
- Davide Gnola, Musei marittimi e luoghi della memoria marittima in Italia
- Giovanni Panella, La memoria dei porti del Mediterraneo e di Europa: associazioni, iniziative,
musei
- Giovanni Caniato, Musei della navigazione fluvio-lagunare nel nord-est italiano
- Gianalberto Zanoletti, I musei dei laghi e dei grandi fiumi nell'Italia centro-occidentale
- Andrea Bonifacio, Il museo dell’imbarcazione lagunare di Forte Marghera (VE)
- Maria Lucia De Nicolò, Il Museo della marineria di Pesaro. Ricerca e metodologie didattiche
- Antonella De Nonnis, Tiziana Maffei, Gino Troli, Il Museo della civiltà marinara delle Marche
di San Benedetto del Tronto
- Furio Ciciliot, Giovanni Panella, I “luoghi della memoria marittima” nelle coste dell’alto
Tirreno
- Guido Rosato, La Liguria non è un paese per leudi
- Stefano Medas, Maria Luisa Stoppioni, Archeologia, storia ed etnologia navale: l’esperienza
del Corso di Archeologia e Storia Navale, Cattolica (RN) 1995-2006
- Valeria Patrizia Li Vigni, Patrimonio marittimo materiale e immateriale al Museo Pepoli
- Massimo Maresca, I musei e le raccolte del basso Tirreno, fra costiera campana e isole
- Achille Rastelli, Il Museo Navale Gallerion di Cittanova in Istria
- Massimo Perinetti Casoni, "I Venturieri" di Chioggia
- Stefano Medas, Davide Gnola, La “Scuola di vela e navigazione storica” di Cesenatico:
esperienza e prospettive
- Alfredo Zambon, Salvare e far navigare un vecchio trabaccolo: l’esperienza del “Nuovo
Trionfo”
altri interventi in corso di verifica
[pausa pranzo al museo]
ore 14.30-17.00: Il patrimonio marittimo tangibile e intangibile
- Ugo Pizzarello, Il patrimonio navale adriatico: status questionis e metodologie d'intervento
- Luigi Fozzati, Gilberto Penzo, Il trabaccolo Marin Faliero
- Elisa Costa, Il trabaccolo Marin Faliero. Studio e restituzione grafica dello scafo
- Dario Di Donfrancesco, “Colorate in rosso e segnate di figure rudi”: l’araldica velica e il
cromatismo nautico come elementi narrativi e descrittivi nella letteratura dell’Adriatico
- Luigi Divari, La pesca a pièlego
- Giovanni Caniato, Per grazia ricevuta. Ex voto marinari in Adriatico e nell’entroterra
Triveneto
- Michele Rosario Giacalone, Gli ex voto marinari della Madonna di Trapani
- Marco Tommasi, Barche da un altro mondo: i pescatori di Fonduigne (Senegal)
- Massimiliano Puddu, L’ipotesi di un Registro Informatico sulla Flotta Tradizionale. L’esempio
del Nord Sardegna
- Davide Gnola, Il progetto di censimento delle imbarcazioni tradizionali del Mediterraneo
(AMMM – Associazione dei Musei Marittimi del Mediterraneo)
17.00-18.00: discussione finale e conclusioni del convegno
[dalle ore 19.30 in avanti: “Rustida” conviviale di fine convegno nel cortile del museo]
Poster
- Alessandro Asta, Marco Bortoletto, Stefano Medas, Ugo Pizzarello, Un sarcofago con rilievo a
soggetto navale dalla collezione del Palazzo Van Axel a Venezia
- Archeotecnica, Impresa e archeologia navale. L'attività di Archeotecnica 2010
- Marco Bonino, Tipi navali tra i sec. XVII e XIX negli ex voto del santuario della Madonna dello
Scarpello di Perasto (Cattaro)
- Gerolamo Fazzini, Le navi del Lazzaretto Novo
- Gerolamo Fazzini, Reperti che vengono dal mare
- Gerolamo Fazzini, Francesco Carrera, Luca Garbato, MeTArS 2012 - Corso di Metodologie e
Tecniche per l'Archeologia Subacquea. Isola del Lazzaretto Nuovo - Venezia
- Massimo Capulli, Luigi Fozzati, Il mare di Aquileia
- Massimo Capulli, Ancore bizantine dal mare di Caorle
- Massimo Capulli, La nave romana di Monfalcone: passato, presente e futuro
- Giuseppe Mercato, Galea Sensile Triremi secondo le "ragioni" di Nicola Palopano protomaestro
nell'Arsenale della Serenissima Repubblica di San Marco in Venezia (1436-1438)
- Stefano Medas, Beppe Morri, La Saviolina, lancione del 1928. Un gioiello della marineria
tradizionale dell’Adriatico ancora in piena attività
- Fosco Rocchetta, Il cacciatorpediniere Zeffiro della regia marina italiana
- Alberto Lezziero, Indagini geoarcheologiche nel sito sommerso del relitto del Bacàn in Laguna
di Venezia
- Laura Peruzzi, Il giogo per buoi nel contesto delle navi di Pisa
- Il museo del territorio di Valle Averto (Campagnalupia VE)
- Il museo del ferro e del chiodo di Forno di Zoldo
- Angelo Cossa, Contributi per un corpus dei graffiti del Salento: raffigurazioni di navi (XIIIXVII
secolo)
- Ivana Inferrera, Giovanna Fazio, Helena Buscami, Museo Civico Torre di Ligny
Iniziative nell’ambito del convegno:
- Mostra di Roberto Lattini, Piroghe e zattere nella preistoria
- Presentazione del libro Le tolele nella città di Chioggia (Il Leggio). 

lunedì 5 marzo 2012

Un seminario di archeosub a Bologna

Si terrà venerdì 9 marzo, all'Università di Bologna, un'interessante giornata di studi sull'archeologia subacquea. 
Di seguito, il programma completo
Seminario Internazionale di archeologia subacquea
9 marzo 2012 - Aula Giorgio Prodi –
Complesso di S. Giovanni in Monte - Piazza S. Giovanni in Monte 2, Bologna
Programma della giornata
ore 9.30 - Saluto di Giuseppe Sassatelli (Direttore del Dipartimento di Archeologia)
ore 9.50 - Introduzione ai lavori: Massimiliano David Università di Bologna - Andrea Nanetti College Year in Athens
ore 10.15 - Filippo Maria Gambari - (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna)
  • L'archeologia subacquea in Emilia-Romagna

ore 10.40 - Sebastiano Tusa - (Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani)
  • Dalla caccia al tesoro all’archeologia subacquea nel Mediterraneo?

ore 11.05 - Claudio Mocchegiani Carpano - (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli)
  • L'archeologia subacquea e la conoscenza delle antiche linee di costa: l’esperienza interdisciplinare di Procida-Vivara

ore 11.30 - Angheliki Simosi, Ekaterini Tagonidi - (Ephorate for Underwater Antiquities, Greek Ministryof Culture and Tourism)
  • Underwater archaeology in Greece.New wrecks from ancient fleets

ore 11.45 - Annalisa Zarattini (Soprintendenza Archeologica del Lazio)
  • La Convenzione Unesco del Patrimonio archeologico sommerso

Discussione
Pausa
ore 15.00 - Angheliki Simosi, Leonidas Beis, Mania Ampatzi - (Ephorate for Underwater Antiquities, Greek Ministry of Culture and Tourism)
  • Exhibitions of Underwater ArchaelogicalFinds in the Castle of Pylos

ore 15.25 - Giovanna Bucci - (Confederazione Mondiale Attività Subacquee - Associazione CMAS Diving Center Italia)
  • Archeologia subacquea delle acque interne: studi, ricerche e documentazione del patrimonio sommerso nel Delta Ferrarese

ore 15.50 - Xavier Gonzales y Muro - (Progetto Sapientza)
  • Nuove osservazioni sul relitto delle colonne presso l’isola di Sapienza

ore 16.15 - Stefano Medas (Università di Bologna)
  • Archeologia subacquea e archeologia navale

ore 16.40 - Luigi Fozzati  (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli) Venezia-Giulia
  • La ricerca archeologica subacquea in Italia
Discussione
Coordinamento scientifico:
Massimiliano David @: massimiliano.david@unibo.it Andrea Nanetti @: andrea.nanetti@meduproject.com 
Organizzazione tecnica:
Almarella Mandolesi @ : almarella.mandolesi@unibo.it

martedì 21 febbraio 2012

Due C-130 volano a recuperare il tesoro della Mercedes

Poche settimane fa raccontavamo su queste pagine il lieto fine della vicenda Odyssey: dopo un contenzioso  lungo cinque anni, infatti, la Spagna aveva vinto finalmente la battaglia per il recupero del tesoro della Mercedes, 594.000 monete d'oro e argento sottratte indebitamente (come hanno ufficialmente dichiarato i giudici il 17 febbraio scorso) dalle stive di un veliero spagnolo -affondato in prossimità dello Stretto di Gibilterra- dai cacciatori di tesori di Odyssey Marine Exploration.
Fra poche ore, nella mattinata di venerdì, il tesoro arriverà in Spagna: dopo le ultime schermaglie e pesanti dichiarazioni, infatti, stamane due Lockheed C-130 Hercules dell'Ejército del Aire, l'aviazione militare spagnola, hanno preso il volo dalla base aerea di Saragozza con destinazione Florida, cinque anni dopo il volo notturno del Boeing 757 noleggiato da Odyssey che aveva in tutta fretta portato le monete negli Stati Uniti.  
Tutto è ormai pronto per l'arrivo del prezioso carico (valutato oltre 380 milioni di euro), che sarà scortato dalla Guardia Civil fino ai depositi stabiliti. Nonostante l'ultima boutade del team di Odyssey, che pur accettando la sentenza del tribunale, ha chiesto agli spagnoli 300.000 dollari di rimborso per le spese di custodia del tesoro sostenute negli ultimi cinque anni, la Spagna è in festa, e il mondo dell'archeologia subacquea può salutare un risultato storico nella lotta allo sfruttamento del patrimonio sommerso.

mercoledì 15 febbraio 2012

Storie di uomini e di acque: incontro di archeologia fluviale ad Aquileia

Ad Aquileia va di scena l'archeologia fluviale: si terrà infatti venerdì 24 e sabato 25 febbraio, presso la Sala Consiliare di Aquileia (UD) l'incontro 'Storie di uomini e di acque, la nuova frontiera dell'archeologia fluviale'. L'importante evento, nato da una collaborazione fra Università di Udine, Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia e Gruppo Archeologico Aquileiese (che festeggia il suo trentennale), riporterà l'attenzione sull'archeologia dei fiumi italiani ed europei, e in particolare sugli importanti risultati scaturiti da recenti esperienze, come il Progetto Anaxum, e riunirà allo stesso tavolo un buon numero di studiosi ed esperti che si occupano o si sono occupati dell'archeologia dei corsi d'acqua.
Si parlerà della situazione italiana (Luigi Fozzati), dell'esempio francese della Loira (Virginie Serna), di quello sloveno della Ljubianjca (Andrej Gaspari), del relitto portoghese di Cais do Sodré, all'estuario del Tago (Filipe Castro); del passato sommerso nelle acque del Livenza (Serena Vitri, Roberto Micheli), dell'idrografia della Regio X (Guido Rosada), del Progetto Anaxum relativo al fiume Stella (Massimo Capulli), dell'epigrafia fluviale dell'aquileiese (Claudio Zaccaria); del canale Anfora (Franca Maselli Scotti), di fiumi e mulini friulani (Giangiacomo Martines), energia idraulica (Gabriele Caiazza), dati archivistici per la storia fluviale (Roberta Corbellini); e ancora, dell'importante patrimonio conservato da Arno (Andrea Camilli), Tevere (Claudio Mocchegiani Carpano), Bacchiglione (Alessandro Asta), di dendrocronologia (Nicoletta Martinelli) e di storia militare connessa al paesaggio del Piave (Massimo Capulli).

Nella foto (cliccare per scaricare o ingrandire), il programma dettagliato.



lunedì 13 febbraio 2012

Ritorna l'EUDIShow, a Milano dal 16 al 19 febbraio





Per gli amanti della subacquea sportiva è un appuntamento obbligato, tappa fissa ogni fine inverno in attesa della ripresa a pieno regime delle immersioni ricreative delle esplorazioni nel Sesto Continente: è l'EUDI, il salone italiano della subacquea, giunto quest'anno alla sua ventesima edizione. Si terrà a Milano, da giovedì 16 a domenica 19 febbraio, negli spazi della Fiera di Rho, in concomitanza con l'altrettanto importante BIT, la Borsa Italiana del Turismo.
Tra i colossi delle attrezzature, le grandi didattiche internazionali, i diving centers e i tour operators che organizzano vacanze subacquee, anche quest'anno fa capolino l'archeologia, con presentazioni di corsi per appassionati, libri, stage e incontri con alcuni protagonisti. 
L'EUDI è un grande evento sportivo e commerciale, non un simposio scientifico, ma se è vero che per l'archeologia subacquea uno degli obiettivi da perseguire strenuamente è il contatto e la creazione di buone relazioni con subacquei ricreativi e diving, che, grazie a un contatto quotidiano ed entusiasta con il mare dispongono spesso di importanti informazioni e possono di fatto diventare, se opportunamente sensibilizzati, i più accaniti difensori del nostro patrimonio sommerso, l'EUDI è un'occasione fondamentale per proseguire su questa strada.
Di seguito riportiamo l'elenco degli eventi legati all'archeologia subacquea e ai relitti, che avranno luogo nel corso della manifestazione.

17 febbraio
Palco Centrale
12.30 -  TDI SDI ITALIA – Presentazione della Prima Mostra Subacquea Fotografica: “I Segreti della Haven”- Relatori: Aldo Ferrucci e Massimo Mazzitelli. Aldo Ferrucci e Massimo Mazzitelli, fotografi subacquei, in collaborazione con SDI TDI Italia presentano la Prima Mostra Fotografica Subacquea “I segreti della Haven”, si tratta di una mostra d’arte subacquea dedicata alla Super Petroliera VLCC Milford Haven affondata nel Golfo Ligure ad un miglio dalla città di Arenzano il 4 aprile 1991 su un fondale di 79 metri. Le immagini saranno posizionare sulla parte alta del relitto, ancorate al ponte di comando e alla ciminiera ad una profondità massima di 32 metri. Il soggetto delle fotografie è la “Haven nascosta” ovvero il ritratto di tutte quelle zone del relitto meno accessibili soprattutto a causa della profondità.

18 febbraio
Palco Centrale
17.05 – SIAS / CEDIP – Presentazione in anteprima del DVD Honor Frost e la neve punica – Relatori: Guarnaccia MarcelloSebastiano Tusa.
17.35 – EDIZIONI IRECO – Presentazione libro: “Le Leggi della Subacquea” – Relatori: Diego Bertolani, Luisa Cavallo, Maurizio Chines, Alberto Fiorito, Francesco Cinelli, Claudio  Mocchegiani Carpano, Leo Fancello, Stefano Gargiullo

19 febbraio
Palco Centrale
10.00 - CENTRO SUB CAMPI FLEGREI – Turismo archeologico subacqueo e opportunità di formazione tra le antichità sommerse di Baia – Relatori: Michele Stefanile e Duilio Della Libera. Sviluppo di progetti e iniziative legate al coinvolgimento e alla sensibilizzane del pubblico nei riguardi del patrimonio archeologico subacqueo flegreo.
11.15 – GIOSUB – Exploro  Regio sommergibile Malachite – Relatori: Lorenzo Delveneziano e Giòsub.
17.05 – ESA Worldwide – Fanatic Wrecker: nuova guida tecnica per la visione dei relitti – Relatori: Claudio Grazioli, Giovanni Pulli e Pasquale Semeraro.Un nuovissimo corso di storia e tecnica navale per osservare e scoprire.




sabato 11 febbraio 2012

Reperti in casa, subacqueo denunciato



Nonostante tanti progetti di sensibilizzazione nei confronti del patrimonio culturale sommerso, nonostante l'operato delle Forze dell'Ordine, esistono ancora in Italia subacquei spregiudicati convinti che i reperti archeologici, eredità comune e testimonianza del nostro passato, stiano meglio tra bacheche e garage di casa; trofei da esporre ad amici compiacenti, o da provare a vendere ad altri pseudo-amanti dell'arte, tra il desiderio di possesso del prezioso 'antico vaso' e le similgiustificazioni di chi crede di aver salvato un pezzo di storia dal presunto abbandono dei magazzini museali, senza neppur rendersi conto del danno irreparabile perpetrato al giacimento, della distruzione di contesti e rapporti, della sottrazione di un bene alla comunità scientifica e al pubblico. 
La Guardia di Finanza della Brigata di Torre Fantine ha appena reso noto di aver portato a termine una serie di perquisizioni nel foggiano, tra i ben noti tombaroli terricoli e il solito sub con la fissa della caccia al tesoro. Al sommozzatore, che si immerge da tempo nelle limpide acque del Gargano, sono stati sequestrati oltre trenta reperti archeologici indebitamente prelevati dal fondo del mare; ovviamente, è scattata anche la denuncia.
Non resta che augurarsi che le Forze dell'Ordine proseguano nella loro meritoria azione, e che operazioni del genere riscuotano la giusta eco attraverso i media, e possano essere un monito per i tanti cattivi frequentatori del mare che custodiscono il passato di tutti nelle loro abitazioni.

giovedì 2 febbraio 2012

Il lieto fine del caso Odyssey: la Spagna otterrà la restituzione del tesoro della Mercedes

Quasi cinque anni fa 594.000 monete d'oro e argento, recuperate dalla compagnia americana Odyssey Marine Exploration fra i resti di un relitto posatosi sui fondali allo sbocco dello Stretto di Gibilterra, prendevano il largo e venivano rapidamente trasportate negli Stati Uniti. 
La perdita del gigantesco tesoro, che, come si vide, faceva parte del carico di una fregata spagnola, la Nuestra Señora de las Mercedes, affondata nel 1804 in seguito ad un attacco da parte della flotta britannica, ebbe subito larga risonanza mediatica, e ben presto il Governo di Spagna intraprese una dura battaglia legale per ottenere la restituzione di quello che, a rigor di legge, faceva parte del proprio patrimonio, essendo caricato a bordo di una nave da guerra battente bandiera spagnola. 
Ora, dopo una lunga trafila di successi e delusioni, scontri e ricomposizioni, il giudice del Tribunale d'Appello di Atlanta ha dato ragione alla Spagna, obbligando di fatto l'impresa americana alla restituzione dell'imponente tesoro. Anche se probabilmente l'ultima parola non è ancora stata ufficialmente scritta, in quanto Odyssey potrebbe ancora appellarsi alla Corte Suprema (il che è molto improbabile, secondo l'ambasciatore spagnolo a Washington), la sentenza è di fatto una decisione storica, che corona lo sforzo congiunto di politici, avvocati, giuristi e archeologi iberici, i quali hanno trovato la strada legale per ottenere giustizia e al tempo stesso hanno prodotto la documentazione scientifica necessaria per confermare che le monete provenivano dalla Mercedes. Fondamentale, da parte americana, è stato l'appoggio scritto fornito nel 2009 direttamente dall'amministrazione del Presidente Barack Obama, che aveva ufficialmente appoggiato la causa spagnola. 
Per la Spagna, come ha dichiarato l'ex ministro della Cultura César Antonio Molina, è stata una vera e propria questione di onore. Per l'archeologia subacquea, la vittoria legale costituisce un precedente fondamentale nell'ottica della tutela del Patrimonio Archeologico Sommerso e della protezione dalla spoliazione e dai saccheggi che possono essere messi in atto da compagnie sempre più ricche e munite di mezzi. 





mercoledì 18 gennaio 2012

Il relitto di Punta del Fortino (Agropoli) sarà recuperato

Il relitto di Punta del Fortino, che giace a pochi metri di profondità nelle acque di Agropoli, al limite meridionale del Golfo di Salerno, tornerà presto alla luce: è stato annunciato oggi da numerosi organi di stampa locale il raggiungimento di un accordo tra Comune di Agropoli, società Legni e Segni della Memoria (da tempo in prima linea nel trattamento del legno archeologico imbibito), Cooperativa Laboratorio Sociale Europeo Pro Natura e associazione turistica Arenosa per presentare, in cooperazione con la Soprintendenza, un progetto di recupero del relitto post-medievale rinvenuto al limite del territorio agropolese  nel corso delle campagne di mappatura dei fondali compiuti nell'ambito del progetto ArcheoMar.
Dell'imbarcazione (forse una galeazza del XV-XVI secolo, secondo la scheda dell'utile GIS online del progetto ArcheoMar), conservata per una lunghezza massima di 14,70 metri e per una larghezza di 3,10, sono ancora visibili chiglia, ordinate, torelli e paramezzale, e già nel 2000 erano stati recuperati dalla Soprintendenza alcuni elementi. 
La scelta di recuperare il relitto nasce dalla volontà di preservarlo e dalla considerazione dello stato di rischio a cui esso è esposto, a causa della minima profondità, da parte dell'azione marina e delle attività illecite.







domenica 15 gennaio 2012

Localizzato il relitto del sottomarino HMS Olympus


Era stato individuato già più di un anno fa e filmato da qualche mese, ma solo martedì scorso le Autorità hanno concesso l'autorizzazione a divulgare la notizia: 7 miglia al largo delle coste orientali di Malta, sul fondo del mare giace il relitto dell'HMS Olympus (N35), sottomarino britannico classe Odin colato a picco alle prime luci dell'alba dell'8 maggio del 1942, dopo aver tentato inutilmente di forzare il blocco navale italo-tedesco del porto di La Valletta. 89 delle 98 persone dell'equipaggio persero la vita nel naufragio, che resta uno dei più gravi, in termini di perdite umane, fra quelli che hanno coinvolto unità sottomarine durante la Seconda Guerra Mondiale. 
Il sommergibile, lungo 287 piedi (86 metri), armato con 8 tubi lanciasiluri (6 in prua, 2 in poppa), un cannone da 4 pollici e due mitragliatrici leggere, era stato varato nel 1928 nei cantieri scozzesi William Beardmore and Company, e dopo una decina di anni di attività in Estremo Oriente, allo scoppio del secondo conflitto mondiale, era stato trasferito nella base strategica di Malta, dove già nel 1940 aveva subito notevoli danni in seguito ad un attacco aereo da parte dell'aviazione italiana. 
La fondazione Aurora Trust, protagonista di un notevole numero di importanti scoperte archeologiche sottomarine nel corso degli ultimi anni, avrebbe individuato il relitto già da diversi mesi, in seguito a una campagna di prospezioni con Side Scan Sonar, e avrebbe approfondito la ricerca successivamente inviando  sul sottomarino dei ROV in grado di filmare e documentare il sito.
A detta degli archeologi coinvolti nella missione, il sottomarino, che riposa sui fondali maltesi da 70 anni, al di là dei danni dovuti all'affondamento, è in uno stato di conservazione straordinario, con un livello minimo di colonizzazione biologica. Trattandosi, oltre che di un interessante pezzo di storia, anche di un vero e proprio cimitero marino, Timmy Gambin, direttore di Aurora Trust ha rassicurato i giornalisti sul fatto che il sito è stato trattato con il massimo rispetto possibile, e che il suo destino sarà ora affidato alla Commonwealth War Graves Commission.









mercoledì 11 gennaio 2012

TerredAcque, una mostra a Caorle in attesa del Museo Nazionale di Archeologia del Mare



Inizia benissimo il 2012 per gli amanti dell'archeologia subacquea in Italia: si inaugura infatti sabato 14 gennaio, alle 15.30,  presso il centro culturale "A. Bafile" di Caorle (VE) la mostra 'TerredAcque. Per un'anteprima del Museo Nazionale di Archeologia del Mare'.
L'esposizione è frutto di una collaborazione fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e l'Amministrazione Comunale della città, importante insediamento al limite settentrionale della provincia di Venezia, depositario di un ricco patrimonio archeologico sommerso, e ha visto la partecipazione di importanti studiosi attivi sulla scena dell'archeologia subacquea italiana.
Nelle cinque sale si ripercorre la storia del territorio di Caorle e del suo entroterra attraverso i secoli, dalle prime testimonianze nei siti di San Gaetano e Concordia (a partire dal II millennio a.C.) ai reperti della colonia romana di Iulia Concordia e del connesso Portus Reatinum, fino ai resti di età medievale e moderna: un territorio complesso, in cui per migliaia di anni il rapporto tra mare, ambienti lagunari e fluviali ha demarcato gli spazi in cui si è concentrata l'attività umana e ha scandito le fasi di vita degli insediamenti.
Molte sono le testimonianze archeologiche di intensi traffici marittimi nelle acque antistanti l'attuale abitato di Caorle: dalle anfore antiche, agli oggetti relativi alla vita di bordo delle navi, fino al relitto Caorle 1, rinvenuto a 30 metri di profondità con il suo consistente carico di anfore Lamboglia 2, databile tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C., e alle importanti ancore in ferro altomedievali a forma di "T", che narrano di rapporti con l'Oriente e di una nuova fase nella vita dell'insediamento.
In attesa del costruendo Museo Nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (MNAM), per quasi un anno  studiosi, appassionati e turisti avranno una buona anteprima da visitare.
TerredAcque

martedì 10 gennaio 2012

Online anche gli Atti del XVII Congresso AIAC - Roma 2008

Ancora sull'archeologia subacquea open access: dopo i link alle pubblicazioni online dell'IGESPAR  e dell'ultimo meeting UNESCO, segnaliamo che online sono disponibili anche gli atti del XVII Convegno di Archeologia Classica dell'AIAC, ricchissimi di contributi.

Per un programma generale delle sessioni, cliccare qui.

All'interno del blocco B (Exchanges in the Ancient Mediterranean), si segnalano, per argomenti di archeologia marittima, i contributi compresi nella sezione 


relativi al sistema portuale di Pisa (M. Pasquinucci, S. Menchelli, Il sistema portuale di Pisa : dinamiche costiere, import-export, interazioni economiche e culturali (VII sec. a.C.-I sec. d.C.) ), agli scambi lungo le coste mediterranee della Francia (H. Bernard, M.P.Jézégou, Navigation et échanges sur les cotes méditerranéennes françaises dans l'Antiquité), alle navigazioni nel Nord Est della Penisola Iberica (X. Nieto e M.Santos, Navegación e intercambio en el N.E. de la Península Ibérica (s. VII a.C.- s. I d.C.), ai porti della costa valenciana (J. Pérez Ballester, Puertos y fondeaderos en la costa valenciana: dinámica costera, tipologiá de asentamientos e interacciones económicas y culturales ),  e della costa murciana (M.C. Berrocal Caparros  Puertos y fondeaderos en la costa murciana:dinámica costera, tipologiá de asentamientos, interacciones económicas y culturales ).

Di grandissimo interesse anche la sezione relativa a 


con articoli su Ostia e Portus (S. Keay, G. Boetto Introduction: Portus, Ostia and the Ports of the Roman Mediterranean. Contributions from Archaeology and History  ; M. Heinzelmann Supplier of Rome or Mediterranean marketplace? The Changing Economic Role of Ostia after the Construction of Portus in the light of new Archaeological Evidence  ; S. Keay  Portus and the Alexandrian Grain Trade Revisited  ),  su aspetti di geomorfologia portuale (C. Morhange, N. Marriner Mind the (stratigraphic) gap: Roman dredging in ancient Mediterranean harbours  ), sul porto di Alessandria (E. Khalil The Sea, the River and the Lake: All the Waterways Lead to Alexandria ) su quello di Cartagine (H. Hurst, Understanding Carthage as a Roman Port  ), sui porti romani nello Stretto di Gibilterra (D. Bernal Casasola, Arqueología de los puertos romanos del Fretum Gaditanum: nuevos datos, nuevas perspectivas ), su Hispalis (D. Gonzalez Acuna, Hispalis, puerto romano de la Bética. Aproximación urbanística ), sulla lettura dei porti antichi sulla base dell'archeologia navale (G. Boetto Le port vu de la mer: l'apport de l'archéologie navale à l'étude des ports antiques ), sul porto di Tarraco (J.M.Macias Solé, J.A. Remollà Vallverdù, Portus Tarraconensis (Hispania Citerior) ), sul porto di Carthago Nova (S. Ramallo Asensio, M.Martinez Andreu, El puerto de Carthago Nova: eje de vertebración de la actividad comercial en el sureste de la Península Ibérica  ).

domenica 8 gennaio 2012

Archeologia subacquea open access: i lavori del CNANS online gratuitamente



Tanto per restare in tema di libera circolazione delle conoscenze e archeologia subacquea open access, dopo gli abstracts del Convegno UNESCO di Bruxelles, segnaliamo, per chi non fosse ancora a conoscenza di quest'importante risorsa, la lista delle pubblicazioni recenti del CNANS, il Centro Nazionale di Archeologia Nautica e Subacquea del Portogallo, messa gratuitamente a disposizione del pubblico e degli studiosi. 
Resoconti di scavo e di campagne di ricognizione, studi e riflessioni sul patrimonio subacqueo portoghese, in patria e nei Paesi storicamente legati a Lisbona, lavori di archeologia navale e di archeologia preventiva svolti dal Centro negli ultimi anni, trovano tutti spazio nel sito dell'IGESPAR (Istituto per la Gestione del Patrimonio Archeologico e Architettonico Portoghese), insieme a riviste e pubblicazioni di archeologia generale e altri settori. 
Per un elenco degli articoli di archeologia subacquea relativi ai lavori del CNANS, cliccare qui
Per una lista completa dei lavori di archeologia e storia pubblicati online dall'IGESPAR, cliccare qui





venerdì 6 gennaio 2012

On-line gli abstracts del convegno UNESCO di archeologia subacquea di Bruxelles


Sono disponibili online, e liberamente scaricabili a questo indirizzo  gli abstracts dei lavori presentati al Colloquio Scientifico Internazionale dell'UNESCO sui fattori che incidono sul Patrimonio Culturale Sommerso; l'importante incontro, tenutosi a Bruxelles tra il 13 e il 15 dicembre 2011, ha visto la partecipazione di alcuni fra i personaggi più rappresentativi nel panorama mondiale dell'archeologia sottomarina, che hanno voluto salutare così il decennale della Convenzione UNESCO per il Patrimonio Culturale Subacqueo del 2001. Presto saranno disponibili, sempre online, anche tutte le presentazioni: la condivisione e la libera circolazione delle idee e delle conoscenze, la cooperazione internazionale e la ricerca di una strategia comune nel campo dello studio e della protezione del nostro Patrimonio Sommerso, tutti obiettivi espressamente citati nella Convenzione del 2011, partono anche e soprattutto da qui.

lunedì 2 gennaio 2012

Le notizie del 2011

Anno nuovo, tempo di bilanci:
di seguito segnaliamo le principali notizie dell'anno appena trascorso, e cogliamo l'occasione per augurare a tutti i lettori un magnifico 2012

SCOPERTE ARCHEOLOGICHE

CONVEGNI E GIORNATE DI STUDI

NOTIZIE

FORMAZIONE

NOVITA' EDITORIALI

martedì 13 dicembre 2011

Scoperto un insediamento romano alla foce del fiume Carreras, in Andalusia

Nelle acque del fiume Carreras, in Andalusia, si conserva un insediamento romano: è la scoperta di un gruppo di ricercatori dell'Università di Huelva e dell'impresa Anfora Arqueologia, impegnati in una serie di indagini preventive, richieste a causa dei dragaggi necessari per l'ampliamento del porto di Isla Cristina, fondazione moderna (nacque il 1 novembre 1755) stretta tra l'Atlantico e l'estuario del Carreras, a 10 km dal corso del fiume Guadiana, che segna attualmente il confine tra Spagna e Portogallo.

A 8 metri di profondità, per una superficie di cinque ettari sul letto del fiume, sono state trovate numerose anfore insieme a reperti marmorei, resti di colonne e materiali costruttivi, ossa umane; nel complesso i reperti rinvenuti attesterebbero la presenza di un insediamento per il periodo compreso tra il I e il XV secolo d.C. , secondo quanto dichiarato da Diego Gonzalez (Anfora Arqueologia) che ha messo in relazione le evidenze subacquee con quelle note sulla sponda occidentale dell'estuario, a Punta del Moral, dove era già nota la presenza romana. Per Claudio Lozano, docente all'Università di Huelva, i resti dimostrano l'importanza del giacimento e occorrerà impegnarsi per delimitare l'area e studiarne a fondo le evidenze ed i rapporti con le strutture conservate a terra. 
Prima di tutto, comunque, sarà necessario pensare alla protezione dell'area. Il sito, in effetti, si trova al momento esposto a una duplice minaccia: da una parte, infatti, la scarsa profondità e la vicinanza alle coste rendono il giacimento facilmente raggiungibile da parte di saccheggiatori e predoni; dall'altra, i dragaggi effettuati hanno mutato il gioco delle correnti dell'estuario, per cui ciò che resta delle testimonianze antiche potrebbe ben presto essere cancellato dalla natura.